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Il denaro si può riprodurre, ma solo le idee lo possono creare.

Cos’è Progetto “D-”?

Progetto “D-” ha origini lontane e, certamente, precedenti alla nascita di I&B. Il nostro socio fondatore Carlo Filippo Follis – Disabile dalla nascita per Tetra Paresi Spastica – diede vita in passato attraverso un suo Blog al progetto Apple D-user che oggi matura per giungere ad una più ampia visione della idea che fu ispiratrice.
Lasciamo la spiegazione di questo progetto alle parole di chi lo concepì e di chi oggi ne vede uno sviluppo imprenditoriale. Logica meta per trasformare le idee in fatti.

Carlo Filippo FollisSalve a Tutti,

Vedete, essendo Disabile dalla nascita, ed avendo vissuto molteplici esperienze in ambito lavorativo, associativo ed hobbystico, mi sono reso consapevole che molti prodotti o servizi, se DisabilMente evoluti, potrebbero essere più Usabili ed Accessibili ed anche rappresentare vere e proprie soluzioni per il Disabile.

I Disabili sono le terza minoranza mondiale, stiamo parlando di circa 650 milioni di persone. Persone come tutte le altre, solamente caratterizzate da molte necessità.
Queste innumerevoli necessità rendono a specifici produttori di specifici settori la certezza che le loro imprese non vivranno mai i momenti di crisi riservati ad altri ambiti più generici. Questo perché la necessità non è futilità, non è rimandabile.

Tuttavia anche quando specifiche produzioni soddisfano le nostre esigenze qualcosa manca. Quel qualcosa è semplicemente la convergenza di due mondi distinti, ma intersecati: il Mondo dei Normodotati ed il Mondo dei Disabili.

L’industrializzazione di un prodotto unitamente alla sua progettazione rappresentano un costo ragguardevole per il progetto in se. Porre una particolare attenzione nella fase progettuale affinché un oggetto possa essere più Usabile ed Accessibile è un non costo. O meglio, rappresenta un non costo perché l’attenzione investita è, o dovrebbe essere, proprietà intellettuale di chi progetta quindi inglobata in una realtà già “remunerata”.

Perché grosse multinazionali come Apple, Fiat e … investono su soluzioni che strizzano l’occhio al mondo del Disabile? Perché rende.

Nel panorama globale però c’è una disattenzione che porta le realtà imprenditoriali a non “sfruttare” il D-Mercato. Ciò depone a sfavore dell’economia aziendale che perde delle vendite, ma depone anche a sfavore della D-Utenza che non potrà fruire di tutta una serie di prodotti.

L’evoluzione tecnologica dell’ultimo decennio a generato uno stacco maggiore dal passato di quanto non avesse fatto il decennio precedente. Questo sarà probabilmente un elemento caratterizzante di quello che molti chiamano futuro.
Siamo quindi difronte ad un grave rischio: che l’esasperazione di certe soluzioni che piacciono perché sono alla moda come i sistemi touch, ad esempio, escludano sempre più l’utenza Disabile da tutta una serie di prodotti.

Ciò detto va altresì affermato che la tecnologia permette grandi cose, fra queste la convergenza di due mondi: il mondo dell’utenza Normodotata ed il mondo della D-Utenza.

Progetto “D-” ha lo scopo di brevettare soluzioni per la convergenza dei due mondi, di offrire consulenza a tale scopo e di offrirla affinché prodotti e servizi già esistenti si evolvano rimando essenzialmente come sono stati concepiti.
Progetto “D-” ha altresì lo scopo di sensibilizzare alla creazione di prodotti che, quantomeno, tendano al concetto di prodotto FEPFor Every Person – a difesa anche del diritto da parte dei Disabili di fruire di cose belle, stilistiche, moderne, di tendenza e non solamente di Ausili sovente agli antipodi di questo concetto.

Se negli studi tecnici ci fosse un ingegnere Disabile che affiancasse gli ingegneri Normodotati ecco che fiorirebbero proposte di oggetti più FEP. Dando per scontato che quanto detto non può accadere, ha senso pensare a Progetto “D-” affinché si costruisca una rete di menti eccellenti – Disabili – in grado di offrire una attività di D-Consulting a tutte le strutture che ne vorranno beneficiare. Questo offrirà anche una analisi più globale del prodotto basandosi su input derivanti da differenti esigenze di Disabilità.

I&B non fa attività editoriale, tuttavia vi proporrà periodicamente delle recensioni di prodotti comuni e vi dimostrerà quanto poco bastava per renderli FEP.

Mi auguro che questo progetto abbia successo, non tanto per un risultato d’impresa per I&B quanto come una evoluzione delle singole coscienze che tutelano il proprio futuro.
Non dimenticate mai che la Disabilità, se non di origine genetica, è un evento storico e come tale si manifesta senza chiedervi se volete essere sbalzati dal mondo dei Normodotati a quello dei Disabili con tutte le relative implicazioni …

Carlo Filippo Follis

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