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Il denaro si può riprodurre, ma solo le idee lo possono creare.

Proprietà “morale”

Lo scopo di un brevetto è quello di difendere la proprietà intellettuale riferita ad una idea. L’idea può essere di un singolo, di un gruppo di persone o di una società.
Resta implicito comunque lo scopo di tutelare una idea o perché tramite essa si vuole lucrare o perché si vuole impedire ad alti il suo utilizzo o applicazione.

Periodicamente emerge, da differenti indagini statistiche, che i privati cittadini senza alcun coinvolgimento lavorativo diretto alla loro idea depositano brevetti in cerca di fortuna. Spesso questa ricerca di fortuna è mossa da forti convinzioni e da un altrettanto forte coinvolgimento con l’idea madre del brevetto.
In percentuale sono molto pochi coloro che riescono a trarre benefici economici dalla registrazione di un brevetto. Non di rado molti di questi brevetti “privati” decadono, vengono lasciati scadere perché ci si demoralizza o perché le finanze di un privato non sopportano i costi di rinnovo del brevetto. Questo accade a maggior ragione se lo stesso era stato esteso ed aree extra nazionali con costi “a pacchetto” per la tutela su più nazionalità.

Il brevetto “scaduto” è quindi di tutti.
I&B si farà promotrice di un principio che è quello della Proprietà “morale”. Non si può infatti non considerare che l’azione di depositare un brevetto rappresenti l’obbligo di rendere pubblica un’idea. Come è ovvio è necessario che ciò accada, non è invece ovvio che si perda ogni diritto su quella idea mai resa fruttifica da una cessione.

Molti brevetti diventano prodotti e servizi proprio dopo la loro scadenza. Per questo motivo è necessario guardare al concetto di Proprietà “morale”. Quasi fosse una “patria potestà” brevettuale.

Da qui oggi parte il nostro impegno.

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